Piano editoriale: cos’è e a cosa serve?

Febbraio 20, 2021 - Marketing

Il piano editoriale è quello strumento con il quale, prima o poi, chiunque si occupi di comunicazione, deve fare i conti.

Si tratta di uno strumento che oserei definire fondamentale al fine di realizzare una pianificazione programmatica e professionale dei propri contenuti.

In questo post cercheremo di capire cos’è un piano editoriale e come svilupparlo, andremo inoltre ad identificare alcuni “tips” pratici che ti aiuteranno ad elaborare un buon piano editoriale in poche semplici mosse.

Cos’è un piano editoriale?

La prima cosa da sapere per poter definire un buon piano editoriale è cosa si intende esattamente con piano editoriale.

Un piano editoriale non è altro che un documento programmatico, che pone su un grafico i contenuti che andremo a realizzare e pubblicare in un lasso di tempo prestabilito, solitamente a cadenza settimanale o mensile.

Questo non è un piano editoriale. Si tratta solo di una tabella di programmazione.

Il piano editoriale è uno strumento di programmazione volto a semplificare la filiera produttiva, ciò comporta che la sola tabella programmatica [IMG 1] da sola non può essere considerata un piano editoriale.

Alla tabella programmatica infatti va affiancato anche un focus sui contenuti in cui andare a definire eventuali rubriche e contenuti.

Ma va anche affiancata una tabella contenente informazioni utili alla produzione di contenuti. In questa tabella possono essere inseriti vari canali di informazione a cui attingere per la realizzazione di contenuti, oltre a vari ed eventuali key events da utilizzare per produrre contenuti mirati, volti a rintracciare una particolare fetta di pubblico.

Alcuni key events sono comuni ed utilizzabili per produrre qualsiasi tipo di contenuto, altri invece possono variare a seconda della tipologia di contenuti, del target e dei temi trattati.

Per fare un esempio pratico, un key events utilizzabile da chiunque per la propria campagna di comunicazione può essere il Natale, mentre, per un creator specializzato nella produzione di contenuti di matrice storica, l’anniversario della morte di Napoleone, 5 Maggio 1821, può essere un key events specifico molto interessante.

Detto quindi molto semplicemente, un piano editoriale è una sorta di agenda dedicata ai contenuti che serve ad identificare i contenuti che andremo a realizzare all’interno di un calendario temporale.

Ma come si realizza? Cosa deve contenere? E soprattutto… come si crea un piano editoriale social?

Programmazione piano editoriale

Una volta identificati i contenuti da inserire nel piano editoriale possiamo iniziare ad elaborarlo, e purtroppo questa è la fase più ostica. Per realizzare un piano editoriale occorre anzitutto fare un analisi preliminare che consenta di identificare il target a cui ci si riferisce.

Per una comunicazione efficace, conoscere il proprio target di riferimento è fondamentale, ma è anche importante capire qual è effettivamente il pubblico interessato. Può infatti capitare che ci sia una discontinuità tra il pubblico a cui puntiamo e quello che effettivamente è interessato ai nostri contenuti.

Per poter capire a chi si rivolgono effettivamente i nostri contenuti possiamo quindi farci una serie di domande, come ad esempio,

  • Parliamo ad un target misto, maschile, femminile o gender fluid?
  • In che zona geografica vive?
  • Quali sono i suoi interessi?
  • Quali pagine social segue?
  • Dove si informa? Cosa legge?
  • Quali influencer segue?
  • Dove è solito acquistare?

Per rispondere a queste domande possiamo utilizzare i dati di analisi che ci vengono forniti dalle piattaforme su cui operiamo, va però precisato che, queste informazioni necessitano di una grande quantità di dati per essere efficaci, ciò significa che fisiologicamente, nella prima fase, che può durare giorni, settimane o anche mesi, ci ritroveremo a non delle metriche totalmente fedeli.

In ogni caso, per definire un buon piano editoriale, è fondamentale utilizzare le informazioni derivanti dagli insight.

A cosa serve un piano editoriale?

Avere un piano editoriale è estremamente importante nella definizione di una strategia di comunicazione, principalmente per due motivi.

Un primo motivo pratico è che con un piano editoriale ben definito e ordinato, il lavoro di produzione di contenuti viene semplificato, grazie ad esso infatti sappiamo esattamente cosa pubblicare, dove come e quando pubblicarlo.

Il secondo motivo è invece di natura strategica, ci permette infatti di avere una programmazione ordinata e regolare dei nostri contenuti, elemento che da un lato aumenta la fidelizzazione del pubblico, e dall’altro aiuta a raggiungere gli obbiettivi che ci siamo predisposti.

A tal proposito, apro una parentesi sugli obbiettivi.

Obbiettivi e mission

Chi si occupa di comunicazione, indipendentemente dal campo o la piattaforma su cui opera, lo fa per una ragione, raggiungere quante più persone possibili interessate ai propri contenuti, così da accrescere il proprio bacino di utenti e potenziali clienti.

Raggiungere i propri obbiettivi e la “mission” di ogni strategia di comunicazione è il fine ultimo di ogni piano editoriale e vi anticipo che seguiranno una serie di articoli in cui andremo ad analizzare mission, target e strategie utilizzate da vari brand su diverse piattaforme on-line.

Possiamo dire che il compito del piano editoriale è quello di conciliare la nostra mission con le strategie che decideremo di adottare, e per farlo possiamo utilizzare un tips che consiste nel dare una risposta ad alcune domande

  • Cosa voglio comunicare?
  • Cosa mi differenzia dagli altri?
  • Perché il mio brand dovrebbe usare questa piattaforma o social?

Una volta trovata una risposta a queste domande possiamo definire meglio i nostri contenuti e la loro struttura interna.

L’importanza di un piano editoriale

Realizzare un piano editoriale, come abbiamo visto, non è semplice e richiede un enorme quantità di lavoro e analisi preliminare estremamente puntuale.

Come già detto, per un buon piano editoriale servono informazioni, tante informazioni sul target di riferimento, ma anche su noi stessi, sui nostri contenuti, sui competitors, ecc.

Realizzare un piano editoriale e razionalizzare tutte le idee derivanti dall’analisi delle informazioni, ci consente di delineare la nostra strategia di comunicazione e svolgere un lavoro organizzato e professionale, ovviando così al problema principale della comunicazione web, ovvero, l’improvvisazione.

Improvvisare è infatti il più grande errore che si possa commettere quando ci si occupa di comunicazione, perché porta il creator a muoversi a tentoni, senza una visione chiara e precisa del dove vuole andare o come vuole arrivare alla meta.

Per fare un esempio pratico, la comunicazione è come un viaggio e un piano editoriale possiamo identificarlo come un analogo di bussola e cartina, o un navigatore satellitare, con un buon piano editoriale possiamo sapere dove ci troviamo, dove dobbiamo andare e identificare la strada migliore per raggiungere quel punto. Diversamente, senza piano editoriale, improvvisando, sarebbe come viaggiare verso una meta ignota, senza bussola e senza riferimenti di alcun tipo, certo, possiamo raggiungere la meta, ma è molto più probabile che ci perderemmo lungo la strada.

Correggi e migliora… sempre

Nel nostro viaggio sulla via della comunicazione le insidie non mancano mai, e , anche se in possesso della più precisa delle bussole, di una carta estremamente dettagliata e google maps sempre on-line, non bisogna mai abbassare la guardia. è un po’ come navigare in mare aperto in una notte senza luna e senza stelle. In ogni istante dobbiamo essere pronti a correggere la rotta perché è cambiato il vento.

Nel nostro caso specifico possono cambiare le mode, le tendenze, le abitudini del pubblico o più probabilmente, possiamo notare degli errori che abbiamo commesso nel definire la nostra strategia e, quando notiamo un errore, l’unica cosa saggia da fare è cercare di correggerlo.

L’analisi è alla base della definizione di una strategia di comunicazione e realizzazione di un piano editoriale.

Fino ad ora abbiamo parlato di analisi preliminare, ma l’attività di analisi non può fermarsi alle sole fasi preliminari, deve essere infatti un attività continuativa. Dobbiamo studiare i dati e i risultati prima, durante e dopo l’attuazione di una strategia, solo così potremmo essere sempre al passo e non rischiare di rimanere indietro.

Tips : Correzioni

Per correggere la tua strategia e il tuo piano editoriale puoi provare a rispondere a queste domande

  • Quali contenuti sono stati apprezzati dalla community?
  • Perché?
  • Quali invece sono stati i meno apprezzati?
  • In cosa si differenziano con i migliori?
  • Ho ricevuto delle critiche? Di che tipo? Su che argomento?
  • Quali tipi di grafiche sono piaciute di più e di meno alla community?
  • I miei copy sono sempre stati capiti?
  • I testi sono tutti chiari ed efficaci?


Una volta risposto a queste domande puoi effettuare delle correzioni, ma volendo, puoi fare anche qualcosa di più. Puoi “spiare” la concorrenza per capire cosa funziona e cosa no. Nel mondo dell’informatica c’è un detto “mai reinventare la ruota”. Questo significa che, se qualcosa è stato già fatto e funziona, usiamolo.

Studiamo quindi il piano editoriale dei competitors, per farlo recati sui loro canali osserva i loro contenuti, la frequenza di pubblicazioni, il modo che hanno di interagire con le proprie community, a quel punto porta questi dati su un foglio di calcolo, cerca di individuare le “regole” che sono a monte e a quel punto avrai per le mani qualcosa che si avvicina molto al piano editoriale dei tuoi competitors, grazie al quale potrai carpire alcuni dei “segreti” del loro successo oltre che dei loro errori.

Non ti resta quindi che usare queste informazioni per correggere il tuo piano editoriale.

“Fare engagement” non è un obiettivo: quanto engagement vogliamo raggiungere? Cosa intendiamo per engagement? Entro quanto tempo? Una volta identificati, gli obiettivi ti guideranno nella scrittura del piano editoriale: se un contenuto non ti fa raggiungere gli obiettivi allora non serve. Via dal mio piano editoriale!

La strategia editoriale sui social
Ora che abbiamo analizzato lo scenario e identificato la mission, gli obiettivi e il target, è tempo di delineare la strategia editoriale ovvero la scelta di cosa NON pubblicare.

Sembra un controsenso ma la strategia serve principalmente a questo: fare una scelta sugli argomenti da raccontare. Per farlo vanno identificati degli “stream editoriali” che ci aiutano a delineare i confini della nostra comunicazione.

Cosa deve contenere un piano editoriale?

Veniamo quindi al nocciolo della questione, la risposta alla domanda che tutti aspettavate. Cosa deve contenere un piano editoriale?

Un piano editoriale deve contenere informazioni utili a semplificarti il lavoro, definire i contenuti da pubblicare oltre che il linguaggio (scritto, visivo e vocale) da utilizzare, in modo che questi siano il più possibile adatti al pubblico che vogliamo raggiungere.

Deve inoltre contenere tutte le informazioni necessarie per restare al passo con i tempi e non rimanere indietro rispetto ai competitors. Una delle regole di base dell’marketing consiste nell’espandersi continuamente per non diventare i più piccoli. L’espansione in questo campo specifico si traduce in un incremento della propria utenza.

Per farlo è importante restare aggiornati soprattutto su ciò che accade nel tuo settore. Prendi quindi nota di eventi, iniziative, attività, giornate mondiali, tormentoni, ecc. Usa queste informazioni per definire i tuoi key events, e cavalca i trend per portare attenzione e interesse verso il tuo brand.

L’ultimo Tips

Sicuramente conoscerai il brand The Coca Cola Company, la Coca Cola è probabilmente la bibita più famosa al mondo, il cui nome non ha bisogno di presentazioni, e pure, ogni anno, nel periodo di natale, The Coca Cola Company investe milioni di dollari per la realizzazione di uno spot pubblicitario che, puntualmente, fa parlare di Coca Cola.

Coca Cola con quello spot non ha bisogno di far sapere ai consumatori di essere presente sul mercato, non ha bisogno di “pubblicità” potrebbe risparmiare quei milioni a tutto vantaggio degli investitori, e pure, ogni anno, arriva il nuovo spot di Coca Cola.

Ti sei mai chiesto il perché?

La risposta a questa domanda è molto semplice ed è stata data diverse volte, in modo indiretto, all’interno di questo articolo. Ti lancio quindi una sfida, rispondimi nei commenti provando a spiegare perché, a tuo avviso, The Coca Cola Company utilizza il key events del natale in questo modo.

One Reply to “Piano editoriale: cos’è e a cosa serve?”

  1. […] adatte è sicuramente Instagram, possiamo quindi iniziare ad utilizzare questo strumento social, elaborando una linea editoriale, definendo i contenuti, la tipologia e frequenza di pubblicazione dei post ed iniziare subito il […]

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